Il Ricamificio | PICCOLA INTERVISTA – GIOIE DI GIULIA
42231
post-template-default,single,single-post,postid-42231,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-2.3,smooth_scroll,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.5,vc_responsive

PICCOLA INTERVISTA – GIOIE DI GIULIA

Dal Temporary corner dedicato a Gioie di Giulia sono passati alcuni mesi ma finalmente ecco qui la piccola intervista che le abbiamo fatto!

Prima di leggerla, guardate il video che abbiamo girato a Dicembre!

Buona visione ma soprattutto buona lettura!

Ciao Giulia, raccontaci qualcosa su di te:

Sono nata a Torino 26 anni fa. A 15, sicuramente vi avrei raccontato che questa città mi stava stretta, che non c’era mai nulla da fare ma ora sono felice del posto in cui vivo. Nel frattempo la città è migliorata ma, sicuramente, è cambiato anche il mio modo di guardare: Torino è una bellissima città che si lascia scoprire pian piano, con angoli indimenticabili che ti restano nel cuore.

Parlando di studi, non ho mai scelto nessun indirizzo che fosse prettamente artistico: sono laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Torino e quindi credo che la mia attitudine per il mondo creativo sia un fattore genetico! Mia mamma da ragazza disegnava e dipingeva, la creatività l’ho ereditata da lei ed ho iniziato a svilupparla già da piccola quando mi coinvolgeva tra lavori di pittura, disegno, découpage e qualsiasi altro lavoro ci saltasse in mente. Fu proprio lei a farmi scoprire un delizioso negozietto in cui vendevano materiale per creare bijoux ed è proprio così che ho iniziato!

Come e quando è nata Gioie di Giulia?                              

Gioie di Giulia è un progetto nato durante il periodo universitario. Io l’ansia per gli esami proprio non ce l’avevo: non vedevo l’ora che le sessioni finissero per ricominciare ad inventare qualcosa di nuovo.

Un giorno decisi di aprire una pagina Facebook per mostrare alle amiche i miei lavori:  

“Papà, tu che sei bravissimo con queste cose, che nome potrei dare alla mia pagina?”, chiesi. Le scelte erano tre: Lo scrigno scarlatto, Gioie di Giulia e un terzo che ora non ricordo (ma ho ancora conservato il bigliettino che scrisse con i tre nomi!). Scelsi Gioie di Giulia, mi piaceva il suono che queste due parole creavano insieme e soprattutto la parola Gioia come definizione di quello che provo mentre creo e come appellativo vintage usato per definire i gioielli.

Era tutto un gioco chiaramente, un hobby, sempre alternato ad altri lavori che non mi hanno mai fatta sentire realizzata. All’inizio sicuramente non l’avrei mai immaginato ma, pian piano, crescendo, studiando, migliorando, dentro di me ho iniziato a credere che questo progetto potesse diventare qualcosa di più!

Ho sfruttato i social network per farmi conoscere, per raccontarmi e raccontare la dedizione e la cura che metto in quello che, ad oggi, è diventato il mio lavoro. Per scelta, ho deciso di chiudermi dietro una porta per aprirne un’altra in cui la riuscita di tutto dipende solo da me, giorno per giorno, e ringrazio chi mi ha appoggiata fin qui e continua a farlo.

A cosa ti ispiri per la creazione delle tue meraviglie? Hai un tema in particolare?

Per le mie creazioni prendo molta ispirazione dalla natura, dalle passeggiate per la città in cui magari il mio sguardo si incrocia con un particolare che fa nascere nuove idee, ai mercatini vintage in cui piace rovistare tra vecchi tesori.

Credo che il fil rouge che collega le mie creazioni sia un certo stile che fa pensare alle cose di un altro tempo. E l’essenzialità, perché credo che meno sia meglio e che la semplicità sia sempre la scelta migliore.

Che materiali utilizzi?

La protagonista principale dei miei lavori è la resina. Si adatta, avvolge e la sua liquidità mi permette di utilizzarla su forme diverse e di inglobare materiali molto diversi tra loro. Parto da dei semilavorati in metallo per poi giocare con carte, stoffa, piccoli oggetti. Lavoro spesso su superfici molto piccole e questo è uno dei aspetti più difficili di questa lavorazione.

Qual’è  la tua creazione preferita?

Seguendo l’istinto, risponderei l’ultima collezione che ho lanciato: “c’era una volta”, collane con ciondoli  realizzati a partire da ritagli originali di lettere antiche scritte a mano, con applicazioni di farfalle colorate in carta. È qualcosa di completamente differente rispetto quello che ho creato fin’ora, racconta molto di me stessa unendo il mio passato al presente.

Lo voluto creare qualcosa che ricordasse il mio primo approccio con la creatività: le estati passate con mia mamma a fare découpage (la lavorazione interna dei ciondoli ricorda un po’ questa tecnica), scatole su scatole ricoperte con quella carta che riproduceva  lettere vintage ingiallite. Durante uno dei miei giri ai mercatini vintage ho trovato delle lettere originali e non ho avuto dubbi su quale sarebbe stato il loro utilizzo futuro.  

 Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Il mio sogno più grande lo sto già vivendo, giorno per giorno. Sicuramente ci sono dei progetti che attendono di essere realizzati, in primis un piccolo laboratorio che possa rendere mio, che possa riempire con gli oggetti che rappresentano il mio mondo, in cui ospitare chiunque sia curiosa di vedere i miei lavori dal vivo, sedute su poltroncine rosa di velluto a chiacchierare e bere un tè.  

Dove ti possono trovare le persone interessate alle tue creazioni?  

Chiunque fosse interessato alle mie creazioni può visitare il mio shop on line  e seguirmi su Facebook ed Instagram per essere partecipi insieme a me, giorno per giorno, di questo progetto.

Shop on line: gioiedigiulia.bigcartel.com

Facebook: https://www.facebook.com/gioiedigiuliaofficial/

Instagram: https://www.instagram.com/gioiedigiulia/